Quando prendere l’antibiotico? 7 regole per non renderlo inutile
26 Novembre 2021

Ti ritrovi con un pessimo raffreddore. Colpa del freddo, o magari di difese immunitarie indebolite; come non bastasse, è un periodo intenso e ci sono alcuni impegni che non puoi rimandare. Potresti pensare: “Mi prendo un po’ di antibiotico e vado lo stesso; ne ho giusto uno già aperto, appena sto meglio smetto”. 

La cattiva notizia, però, è che l’antibiotico non avrebbe alcun effetto. Anzi, oltre a presentare dei rischi per la tua salute, una scelta del genere andrebbe ad alimentare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza

Ma di che cosa si tratta e perché un uso scorretto rende l’antibiotico inefficace nel tempo? 

Lo approfondiremo tra poco, individuando alcune semplici azioni per evitare che accada, ma prima cerchiamo di capire cosa sia questo medicinale e come agisca.

Cos'è e quando si usa l’antibiotico?

Pur essendo di uso comune, c’è spesso molta confusione intorno a questo farmaco. Uno dei maggiori fraintendimenti riguarda i microrganismi verso cui l’antibiotico è efficace: virus o batteri? 

Con la presenza del Covid siamo abituati a sentir parlare dei primi, ma l’antibiotico, pensato per combattere i batteri, è del tutto inutile in caso di malattie virali, come appunto raffreddore o influenza.

In che occasione è efficace, invece? Un paio di esempi sono la broncopolmonite e le faringo tonsilliti batteriche, come pure le infezioni del sistema genito-urinario.

L’antibiotico è un rimedio antico, da custodire.

Già al tempo di Greci e Romani, si sapeva che alcune muffe hanno proprietà antibatteriche. Ed è proprio con una muffa, la penicillina, che nasce l’antibiotico moderno, scoperto nel 1928 da Fleming. Una scoperta che ha salvato innumerevoli vite e debellato malattie spesso fatali, come la tubercolosi e la sifilide, andando a eliminare i batteri patogeni (da non confondere con quelli “buoni” che compongono, ad esempio, la nostra flora intestinale). Ma, fin dall’inizio, lo stesso Fleming aveva messo in guardia dalle conseguenze di un uso sregolato degli antibiotici: la nascita di batteri in grado di resistere alle cure

La resistenza agli antibiotici: cause e conseguenze.

Non è facile dare una risposta univoca su cosa susciti i cosiddetti “superbatteri”, ovvero:

“Patogeni resistenti a uno specifico antibiotico, originariamente efficace per curare le infezioni causate proprio da quegli stessi batteri.” 

Tuttavia, oltre alla selezione naturale e alle mutazioni casuali del materiale genetico, l’uso sregolato degli antibiotici è una delle principali cause dell’aumento della resistenza a questo tipo di farmaco. Non si tratta solo di quelli che prendono i pazienti, ma anche di quelli usati nelle industrie agroalimentari, specie in impianti intensivi, e di quelli rilasciati nell’ambiente, che applicano una pressione selettiva sui batteri.

Qualche dato? Tra il 2000 e il 2007, in Italia, il consumo di antibiotico è salito del 18% e siamo tra i paesi con il più alto tasso di antibiotico resistenza in Europa. Proprio per trovare soluzioni a questo fenomeno, da diverso tempo la World Health Organization ne monitora attentamente l’andamento. 

 

Come mai la resistenza agli antibiotici è una minaccia globale?

La pandemia attuale ci ha già messo di fronte alla nostra vulnerabilità. Eppure molte persone ancora non sono del tutto consapevoli delle conseguenze dell’antibiotico-resistenza. La crescita di batteri resistenti alle cure potrebbe rendere le malattie infettive pericolose e potenzialmente fatali. Basti pensare al focolaio di infezione da E. Coli in Germania nel 2011. Inoltre, verrebbero messi a rischio trapianti, chemioterapia e persino le cure odontoiatriche. 

La necessità di trovare antibiotici alternativi non porterebbe solo costi aggiuntivi per la sanità pubblica, ma anche ritardi nelle cure ed effetti collaterali più marcati. Sembra uno scenario apocalittico? In realtà lo conosciamo già bene, seppure in termini diversi. 

Ma non è ancora troppo tardi e il contributo di tutti è essenziale, a partire dall’informazione.

 

Come contrastare la resistenza agli antibiotici?

Ecco 7 semplici consigli da tenere presenti per non alimentare l’antibiotico-resistenza e tutelare la nostra salute e quella degli altri:

  • Malattie virali? Niente antibiotico. Piuttosto, puoi rivolgerti al tuo medico o chiedere consiglio in farmacia.

  •  Ad ogni infezione il suo antibiotico. Infatti gli antibiotici sono specifici per un certo tipo di malattia e, anche se due persone hanno contratto qualcosa di simile, non si può dare per scontato che il farmaco vada bene per entrambe. 

  • Non riciclare un antibiotico usato in passato. Portalo piuttosto negli appositi contenitori presenti in farmacia, così che venga smaltito senza essere disperso nell’ambiente.

  • Segui la prescrizione del medico. Il dosaggio e le tempistiche sono importanti. Se salti una dose non raddoppiare quella successiva. Allo stesso modo, anche nel caso i sintomi non migliorassero, non aumentare la dose, onde evitare effetti collaterali. Se sei in dubbio chiedere chiarimenti è la scelta più saggia e sicura.

  • Se sto meglio posso interrompere la cura? No, è sempre bene arrivare fino in fondo, o c’è il rischio di esporre i batteri a una dose insufficiente ad eliminarli ma sufficiente a renderli resistenti. Tuttavia, in caso riscontrassi effetti collaterali, chiedi al tuo medico o al farmacista come sia meglio procedere.

  • Scegli il meglio, anche in fatto di cibo. Controlla la provenienza di carni e alimenti per accertarti, se possibile, che non provengano da allevamenti che abusano di antibiotici; sciacqua bene frutta e verdura, specie se da mangiare crude. 

  • Prevenire è meglio che curare. Una buona igiene, specie delle mani, e le norme a cui il Covid ci ha abituati sono un’ottima partenza. In più, soprattutto nei periodi in cui siamo più vulnerabili, possiamo usare integratori che aiutino le normali funzioni del sistema immunitario, per proteggerci dagli attacchi batterici.

Che prodotti non antibiotici si possono usare per prevenire le infezioni?

Per l’igiene delle mani puoi provare lo Spray Mani Farmafiori, col 75% di alcol, non necessita risciacquo e puoi portarlo sempre con te. Rinforza, invece, grazie alla presenza di acido ascorbico, protegge il tuo sistema immunitario. Infine, sappiamo che tra gli effetti collaterali più comuni dell’antibiotico c’è l’alterazione della flora intestinale, ma puoi aiutarla a riprendersi grazie ai Fermenti Lattici

 

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