CREMA SOLARE: 7 miti che mettono a rischio la tua pelle.
26 Luglio 2021

Che tu preferisca il mare o la montagna, c’è una cosa che non può mancare nella tua valigia: una buona crema solare. Infatti, se per molti motivi il sole è un nostro alleato, per altri un’esposizione diretta e prolungata ai raggi UV può provocare seri danni e peggiorare il fotoinvecchiamento della pelle; per questo proteggersi è indispensabile. Fin qui sembra tutto chiaro.

Ma come usare efficacemente la crema solare?

Sull’utilizzo delle creme solari i luoghi comuni sono numerosi quanto fantasiosi e spesso portano a cattive pratiche. La buona notizia? Se ti ritrovi in alcuni di questi comportamenti, puoi iniziare a cambiare rotta oggi stesso. Vediamo subito di che si tratta.

1 - Una crema solare è per sempre

Quante volte è capitato di continuare a usare la crema aperta l’estate precedente come se niente fosse? Un piccolo risparmio che va però a discapito del benessere della pelle, perché in realtà la crema solare ha una scadenza e, una volta superata, la sua efficacia può diminuire, col rischio di non proteggerci a dovere. Per questo è sempre bene controllare la validità del prodotto, riportata sulla confezione.

2 - La crema solare 50 non fa abbronzare

In molti sono convinti che una protezione alta significhi dover rinunciare alla tintarella. In realtà non è così: anche creme con un alto fattore di protezione (detto anche “SPF”) permettono di ottenere un bel colorito, seppur in modo più graduale, riducendo così il rischio di ustioni e prevenendo danni più gravi per la pelle.

3 - La crema solare impedisce di assorbire la vitamina D

La vitamina D è un regolatore del metabolismo del calcio ed è una componente importante nel processo di calcificazione delle ossa. La vitamina D viene sintetizzata dal nostro corpo principalmente grazie alla presenza dei raggi solari, ma si può trovare anche in alcuni alimenti, seppure in quantità minore. Posto che non esiste una crema protezione totale in grado di bloccare tutte le radiazioni ultraviolette, per la sintesi della vitamina D sono sufficienti 15-30 minuti di sole al giorno, da trascorrere, ad esempio, regalandoci una passeggiata all’aria aperta, molto più sana e interessante che una seduta sul lettino solare.

4 - Quando è nuvoloso non serve mettere la crema

Se non ti è mai capitato di bruciarti per aver tralasciato la crema solare in una giornata plumbea, allora sei già sulla buona strada. A ben vedere, in una giornata nuvolosa l’80% delle radiazioni ultraviolette superano comunque le nubi, tanto da poter provocare danni rilevanti alla nostra pelle. Inoltre, anche se non siamo esposti direttamente ai raggi solari, le superfici che ci circondano li riflettono comunque, anche se più debolmente; la sabbia e l’acqua sono un esempio lampante. Ecco spiegato perché anche sotto l’ombrellone è bene proteggersi con la giusta crema solare.

5 - In montagna ci si abbronza meno che al mare

E i maestri di sci perennemente abbronzati? Basta questo a sfatare il mito: in montagna ci si abbronza eccome e, se non si fa attenzione, c’è il rischio di ustionarsi. Il motivo è presto detto: l’atmosfera rarefatta lascia filtrare di più i raggi UV. Ma c’è anche un altro fattore che può facilitare le scottature: l’aria fresca spesso ci impedisce di accorgerci di quanto sole stiamo veramente prendendo. Anche in gita o sugli sci, quindi, la crema solare non può mancare.

6 - Un’applicazione al giorno toglie le scottature di torno

Falso: la crema solare ha un’efficacia limitata nel tempo e dalle circostanze. Che si tratti di una crema SPF 15 o di una 50, ogni 2 o 3 ore è bene rinnovarne l’applicazione. Anche a seguito di un bagno in mare si ripresenta questa necessità. E con la crema solare waterproof? Anche con quella: infatti, pur garantendo una migliore protezione durante la permanenza in acqua, potrebbe perdere comunque efficacia.

7 - Con pelle già abbronzata e scura la crema solare non serve

L’abbronzatura è il risultato di un meccanismo di adattamento: in risposta all’esposizione prolungata sotto il sole, il nostro corpo produce melanina, responsabile della colorazione della pelle. La melanina, tuttavia, non ci garantisce una vera e propria protezione, pertanto siamo comunque vulnerabili ai danni a lungo termine, come l'invecchiamento della pelle e i radicali liberi. Tuttavia, è indubbiamente vero che ogni tipo di pelle richiede un fattore protettivo adeguato: se un fototipo scuro è più resistente al sole, chi ha pelle chiara o sensibile (come i bambini) dovrà ricorrere invece a creme solari con un fattore di protezione più elevato.

Come scegliere la crema solare giusta?

Un criterio utile, come detto sopra, può essere la valutazione del proprio fototipo. Naturalmente, l’efficacia della protezione dipende anche dal nostro comportamento. Per massimizzare il risultato ti consigliamo di:

  • Evitare un’eccessiva esposizione al sole, specie nelle ore più calde.
  • Bere e mantenere il corpo idratato.
  • Privilegiare cibi ricchi di antiossidanti, che contribuiscono a contrastare i radicali liberi generati dalle radiazioni solari.

Infine, se intendiamo trovare una crema solare “giusta” anche verso l’ambiente, allora dovremo fare attenzione che non contenga Oxybenzone e Octinoxate, dannosi per l’ecosistema marino e in particolare i coralli.

La linea dei solari Farmafiori, oltre che rispettare l’ambiente, è basata su ingredienti del territorio ligure, come l’oliva taggiasca. Tra i nostri prodotti ci sono diversi fattori di protezione (SPF 15, SPF 30, SPF 50) e una delicata crema idratante viso e pelli sensibili, perfetta anche come doposole.

I nostri farmacisti sono sempre disponibili per consigliarti la crema solare più adatta a te e aiutarti a goderti al meglio l’estate. 

Dimenticati le scottature, non la crema!